Apertura Porta Santa a San Giovanni Eremita. Pensiero di Petraroia a Padre Santillo

Il consigliere regionale Michele Petraroia presenta l’evento in programma oggi a Tufara che riguarda l’apertura della Porta Santa nella Casa Natale di San Giovanni Eremita e lancia un pensiero a Padre Mario Santillo originario di Toro, scomparso in questi giorni. “Con la sobrietà di sempre, la comunità di TUFARA alle ore 18 del 24 giugno (oggi, ndr) sarà lieta di dare il benvenuto a tutte le persone che giungeranno dall’Alta Valle del Fortore per partecipare all’apertura della Porta Santa nella Casa Natale di San Giovanni Eremita, il fondatore dell’Abbazia di Santa Maria del Gualdo a Foiano in provincia di Benevento. Un evento semplice e generoso, che coinvolgerà emotivamente ogni cittadino di Tufara ovunque si trovi nel mondo. Nato nel 1084 da Mainardo e Maria, a 18 anni si reca a Parigi per fame di sapere dove si ferma due anni, rientra a Tufara, dona tutti i suoi averi ai poveri e nel 1104 raggiunge Padre Gulfredo nel Monastero di S. Onofrio e dopo qualche mese si ritira in un eremo nelle grotte arenarie di Baselice dove rimarrà 46 anni. Nel 1156 fondò l’Abbazia di Santa Maria del Gualdo seguendo la Regola di San Benedetto e rifiuta ogni tipo di offerta o protezione da parte di Riccardo Mandra, Signore di Molise e Conte di Bojano, e di altri potenti del tempo, rispondendo che la chiesa doveva essere pulita ma povera e chi voleva donare ricchezze poteva farlo nei confronti dei poveri. San Giovanni morì il 14 novembre del 1170 ed il 28 agosto del 1221, primo anno di governo di Federico II di Svevia e terzo di pontificato di Papa Onorio III, venne innalzato agli onori degli altari su iniziativa dell’Arcivescovo Ruggiero di Benevento. L’esempio del Santo Eremita di Tufara consentì all’Abbazia del Gualdo di assumere un forte ed autorevole ruolo fino al terremoto del 1456. In quel periodo i Monaci di San Giovanni Eremita guidati da diversi Priori del Molise si distinsero per attività culturali eccelse e per aver scritto con l’Abata Nicola da Ferrazzano e l’Abata Nicola di Cercemaggiore lo Statuto Comunale di San Bartolomeo in Galdo tra il 1333 ed il 1354. Uno Statuto autorizzato sia dalla corte di Palermo col Re delle Due Sicilie che dal Vaticano con Papa Giovanni XXII°, e Papa Innocenzo VI°. Il primo Statuto Comunale che prevedeva la tutela delle donne e dei fanciulli, e vietava il licenziamento privo di giusta causa e giustificato motivo con 5 secoli di anticipo su Carlo Marx. Dopo Santa Sofia di Benevento l’Abbazia di Santa Maria del Gualdo che si estendeva dal Molise, alla Campania e alla Puglia, per 300 anni ha rappresentato uno dei luoghi più importanti del territorio nazionale. L’opera di San Giovanni Eremita è stata tramandata da generazione in generazione per 9 secoli superando le barriere del tempo e dello spazio. L’evento a Tufara assume un alto valore simbolico e ricongiunge la comunità alla figura che gli è più cara, con l’apertura della Porta Santa nella Casa Natale del Santo. In un’occasione così bella per il Molise auspico un pensiero speciale per un altro Frate della nostra terra, Padre Mario Santillo, prematuramente scomparso a 57 anni a Buenos Aires. Ho avuto il piacere di salutare nella sua Toro, Padre Mario il 6 aprile del 2013, e ho ascoltato dei suoi studi con Papa Francesco, del suo impegno per i migranti e della sua attività di ricercatore. Un Molisano straordinario che merita di essere ricordato e al quale tutti noi siamo debitori”.

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