Brividi ad alta quota, sospesi sul torrente Callora: il ponte tibetano che attraversa la riserva naturale di Roccamandolfi, ‘perla’ paesaggistica del Molise

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ponte tibetano 3Per chi soffre di vertigini forse potrebbe non essere consigliato andare oltre il Sentiero dei Fringuelli, nel territorio di Roccamandolfi, ‘sorvolando’ una delle gole del torrente Callora per arrivare ai piedi del castello medievale di origine longobarda. Il suggestivo spettacolo che si presenta dal ponte tibetano, costruito qualche anno fa da una ditta molisana e considerato un piccolo capolavoro di ingegneria e carpenteria metallica, farebbe venire i brividi anche ai più coraggiosi.  Lungo una cinquantina di metri e ad una trentina di metri di altezza, il ponte è costituito da due ringhiere laterali in acciaio e una fune superiore che passa sopra la testa di chi lo attraversa. Situato nella riserva naturale del torrente Callora, dichiarata protetta dal Ministero dell’Ambiente, è diventato anch’esso una fonte di attrazione e rappresenta appunto uno strumento a scopi turistici per ammirare una parte del paesaggio. L’intera area, che negli ultimi anni è stata resa maggiormente fruibile tramite un lavoro di pulizia, si presenta come una realtà ambientale segreta e ben conservata. Lungo il percorso è possibile ammirare le profonde incisioni plasmate dall’acqua cristallina dei torrenti Callora e Torrone, con una serie ininterrotta di cascate e scivoli che si gettano nelle pozze, le cosiddette ‘marmitte dei giganti’, meta di torrentisti provenienti da tutta Italia.

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