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Molise Tabloid si rinnova. Da lunedì 27 marzo 2017 una nuova piattaforma ospita la nostra testata, presentando solo parzialmente una grafica diversa rispetto a quella precedente. Due gli obiettivi di questa scelta, divenuta ormai necessaria: arginare una serie di problematiche che non hanno garantito il corretto funzionamento del sito nelle ultime settimane (e per tale motivo ci scusiamo con voi); adeguare la piattaforma a nuove esigenze, fra cui ad esempio la progettazione di una versione ‘mobile’ adatta a dispositivi come gli smartphone. Per accedere a Molise Tabloid, cambierà poco o nulla. Nei prossimi giorni, collegandovi a www.molisetabloid.it verrete automaticamente reindirizzati a www.molisetabloid.com (servizio garantito entro le 48 ore successive alla messa online della nuova piattaforma) oppure, se preferite, potrete digitare direttamente l’indirizzo web www.molisetabloid.com. Sui social network, invece, compariranno direttamente i link del nuovo sito. L’attuale piattaforma (molisetabloid.altervista.org) sopravviverà come archivio storico, accessibile sul nuovo sito attraverso un banner laterale apposito. Scusandoci per il disagio e ringraziandovi per la vostra fedeltà, vi invitiamo a continuare a seguirci ed eventualmente a segnalarci suggerimenti circa la nuova grafica.

Residenze ‘fantasma’, società di autonoleggio prende ‘sede’ in Molise. Assicurazioni truffate per oltre 100mila euro

Continuano le operazioni dei Carabinieri finalizzate a contrastare il cosiddetto fenomeno delle false residenze. I militari della Stazione di Filignano infatti hanno scoperto che cinque persone, tutte della provincia di Napoli, avevano istituito la sede di una società di noleggio auto nel comune di Pozzilli. Ma dagli accertamenti eseguiti i Carabinieri hanno scoperto che nel luogo della sede vi era uno stabile in totale stato di abbandono e che la sede della società, intestataria di trecentocinquanta veicoli, era di fatto inesistente. I cinque, che dovranno rispondere di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa, avrebbero prodotto false documentazioni attestanti la sede anagrafica presso il comune di Pozzilli, al fine di ottenere dalle compagnie assicurative dei veicoli a loro intestati, il pagamento di tariffe di gran lunga inferiori a quelle dei luoghi di origine. La truffa supererebbe, secondo una stima approssimativa, di gran lunga i centomila euro.

Trattamento del dolore cronico, ricercatori Neuromed: il farmaco L-Acetilcarnitina ha efficacia per oltre un mese

La L-Acetilcarnitina, uno dei farmaci usati da tempo per il trattamento del dolore cronico, dimostra di avere un vantaggio molto importante rispetto alle altre medicine: la sua azione analgesica continua per oltre un mese dopo la sospensione della terapia. Il trattamento con questo farmaco, in altri termini, permette di avere effetti di lunga durata, riducendo quindi le quantità necessarie e ottenendo anche una più efficace prevenzione delle ricadute in una patologia che racchiude tipi diversi di dolore, ad esempio quello infiammatorio, come nell’artrite, o quello neuropatico, causato da un danno alle fibre nervose. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Pain, è stato condotto, su animali da esperimento, dai ricercatori del Laboratorio di Neurofarmacologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli. Il meccanismo d’azione della L-Acetilcarnitina, che causa un effetto analgesico, è spiegato attraverso la cosiddetta epigenetica. Nei processi epigenetici il DNA non viene modificato, ma viene “acceso” o “spento” in base a diversi fattori. E’ proprio attraverso questo meccanismo che la L-Acetilcarnitina è capace di attivare la trascrizione di una regione del codice genetico che regola un particolare tipo di recettori presenti nelle cellule nervose: i recettori mGlu2. Il risultato è che il farmaco induce una maggiore attivazione di questi recettori, provocando l’effetto antidolorifico. “I meccanismi epigenetici – spiega Serena Notartomaso, Biologo dell’Istituto Neuromed – hanno una particolare caratteristica: una volta attivati permangono nel tempo. Per questo ci siamo chiesti se usando la L-Acetilcarnitina, che appunto agisce attraverso l’epigenetica, avremmo potuto avere un effetto analgesico duraturo, anche dopo la fine del trattamento”. I risultati degli esperimenti sui modelli animali hanno confermato questa ipotesi. L’effetto analgesico del farmaco si è infatti protratto anche dopo la fine della terapia, fino a 37 giorni. Molto più degli altri farmaci usati per il dolore cronico, la cui azione scompare dopo circa due settimane. Gli stessi esperimenti, poi, hanno confermato come la L-Acetilcarnitina agisca provocando un aumento dei livelli di recettori mGlu2 nei neuroni del midollo spinale. “Naturalmente – commenta Ferdinando Nicoletti, Responsabile del Laboratorio di Neurofarmacologia e Professore Ordinario di Farmacologia all’Università Sapienza, Roma – saranno necessari ulteriori studi per arrivare a indicazioni cliniche ben chiare. Ma considerando che molti pazienti con dolore cronico sono refrattari alle terapie, questo studio apre prospettive molto interessanti, che dovranno essere confermate da studi clinici. Inoltre, la nostra ricerca conferma il ruolo importante dei recettori mGlu come bersaglio di nuove ipotesi terapeutiche per il trattamento del dolore”.

Malattie neurodegenerative, nuovi strumenti tecnologici sui test diagnostici e predittivi. Convegno al Neuromed

Usare gli strumenti più innovativi per scavare più a fondo negli aspetti genetici delle malattie neurodegenerative. Questo sarà il tema del convegno ECM (Educazione Continua in Medicina) promosso dall’I.R.C.C.S. Neuromed dal titolo “Next Generation Sequencing: applicazioni e stato dell’arte”. L’incontro, rivolto principalmente all’aggiornamento professionale di medici, biologi, farmacisti, infermieri e tecnici di laboratorio, si terrà venerdì 10 marzo, presso la Sala Conferenze del Parco Tecnologico Neuromed di Pozzilli, a partire dalle ore 9.30. Responsabili scientifici del simposio il dottor Stefano Gambardella e la dottoressa Simona Scala del Centro di Genetica Molecolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed. Nello studio e la cura delle patologie neurologiche e neurodegenerative la genetica riveste un ruolo cruciale. Per la maggior parte di queste malattie, infatti, è stata documentata una componente genetica, descritta talvolta come mendeliana o monogenica (quando cioè la mutazione tocca un singolo gene), altre volte come multifattoriale (quando sono coinvolti più geni mutati). Per alcune patologie monogeniche, come ad esempio la malattia di Huntington, esistono protocolli molecolari, validati ed inquadrati all’interno di linee guida ben precise, che portano ad un risultato diagnostico affidabile e di qualità. L’applicazione di tali protocolli consente di utilizzare il risultato molecolare all’interno di percorsi clinici diagnostici e pre-sintomatici. Non tutte le patologie neurologiche, in cui è documentata una forte componente genetica, possono seguire questi protocolli a causa della loro complessità. Oggi nuove scoperte tecnologiche possono aiutare ricercatori e clinici nell’individuazione di questi geni e di capire meglio i meccanismi alla base delle patologie neurologiche. “Molte patologie neurologiche e neurodegenerative – spiega Stefano Gambardella – possono essere poligenetiche, quando cioè diversi geni contribuiscono allo stesso fenotipo, come ad esempio nella Paraparesi spastica, associata ad oltre 50 geni. Possono poi essere multifattoriali, quando cioè la genetica spiega solamente una parte della malattia, e questo è il caso della Malattia di Parkinson, in cui i geni identificati sono responsabili solamente del 15% dei pazienti con diagnosi clinica. Infine esistono patologie in cui sappiamo che c’è una forte componente genetica, ma non ancora abbiamo identificato i geni responsabili”. La Next Generation Sequencing (NGS), è un esempio delle nuove tecnologie al servizio della scienza. Consentirà di analizzare centinaia di geni con costi contenuti ed in tempi molto brevi. “L’implementazione di queste tecnologie – continua Gambardella – consentirà di identificare, insieme ai percorsi molecolari già utilizzati, nuovi geni e nuove varianti associate a patologie neurologiche. Il tutto ci aiuterà ad avere un numero maggiore di diagnosi molecolari con risultati riproducibili e significativi per l’utilizzo nella pratica clinica.”

“La lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne”, il messaggio di Patriciello nella giornata dell’ 8 marzo

La lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza nei confronti delle donne deve ispirare le politiche dei singoli Stati membri e dell’Unione Europea nel suo insieme. Credo sia giusto celebrare oggi le numerose conquiste ottenute dalle donne in ambito sociale e politico ma è altrettanto doveroso non abbassare la guardia nei confronti delle tante, troppe, disparità che ancora persistono. Occorre dunque lavorare sia sul piano normativo che su quello della prevenzione e dell’informazione: la piena emancipazione femminile è il presupposto indispensabile per costruire un’Europa più giusta e solidale. Auguri di cuore a tutte le donne che con il loro impegno, la loro passione ed il loro coraggio, migliorano il mondo giorno dopo giorno” Così Aldo Patriciello, europarlamentare molisano e membro del Gruppo Ppe al Parlamento europeo, nel giorno delle celebrazioni della Giornata internazionale della donna.

Parco Naturalistico ‘Ager Optimus’, tesoro di reperti archeologici: firmato protocollo d’intenti a Pozzilli. Studenti americani ‘prenotano’ una visita in Molise

E’ tra i primi progetti in Italia di valorizzazione storico-culturale promosso da più Enti territoriali insieme. Siglato questo pomeriggio a Pozzilli, nella sala Consiliare del Comune, il protocollo d’intenti per la realizzazione del Parco Archeologico Naturalistico “Ager Optimus”. A firmare l’intesa il Sindaco del Comune di Pozzilli, soggetto promotore, Stefania Passarelli, il Presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, il Presidente dell’Associazione Industriale del Molise, Mauro Natale, l’Associazione culturale “Gens Ivlia” nella persona di Vincenzo Giambarbara, Franco D’Ottavio della Fondazione “Cappella Santa Maria delle Grazie”, Luciano Bucci Sindaco del Comune di Conca Casale, Mauro Belviso in rappresentanza del Consorzio Industriale Isernia-Venafro. Il Parco Archeologico rappresenta un modello innovativo di integrazione per lo sviluppo e la promozione del turismo culturale e archeologico, nonché per lo sviluppo del patrimonio naturalistico. Un progetto che è stato possibile disegnare grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici nella Piana di Venafro che abbracciano diverse epoche, dalla preistoria al neolitico, passando per i Sanniti e i Romani, fino ai nostri giorni. “La zona della Piana di Venafro è stata caratterizzata da una numerosa frequentazione dal secondo secolo a. C. fino al quarto – ha detto Vincenzo Giambarbara dell’Associazione “Gens Ivlia”. – Nel corso della campagna di scavo nella zona Industriale di Pozzilli e nel Parco tecnologico dell’I.R.C.C.S. Neuromed abbiamo portato alla luce una villa rustica e numerosi reperti. Da evidenziare la presenza di necropoli, altre ville rustiche romane, antiche fornaci per la ceramica.” “Un altro passo per la valorizzazione del territorio – ha poi affermato il Sindaco di Pozzilli, Stefania Passarelli – che vedrà, molto probabilmente l’anno prossimo, anche numerosi studenti americani a Pozzilli. Un progetto dunque che porterà al nostro territorio una ricaduta positiva in termini economici e di visibilità.” “Facciamo di questo Molise un laboratorio sperimentale – ha affermato Mario Pietracupa, Presidente della Fondazione Neuromed che ha dato il supporto progettuale all’iniziativa. – E’ questa la nostra unica salvezza. Ringrazio tutti i presenti che sottoscrivono l’iniziativa e la Soprintendenza per aver creduto nel nostro progetto dimostrandosi non un freno ma un partner prezioso e specializzato. Questo ci dà la sicurezza di andare avanti e continuare il lavoro già intrapreso con gli scavi di Pozzilli che ci vedono concessionari. Questo è un progetto che inverte culturalmente l’approccio adottato fino ad ora: non più una sola Istituzione che agisce singolarmente ma una rete di soggetti che insieme lavorano per il territorio. Il cambiamento culturale sta anche nell’impostazione e noi, siglando questo accordo, ci impegneremo a dare un fattivo contributo allo sviluppo del territorio che non vuole essere solo industriale ma anche di conoscenza della storia.” L’iniziativa rientra nella rete di beni culturali, tra cui numerosi siti archeologici, presenti sul territorio dell’Alta Valle del Volturno e verrà realizzato d’intesa con la Soprintendenza Archeologia Molise, al fine di contribuire in modo significativo allo sviluppo di una nuova offerta integrata, altamente qualificata, di fruizione attiva del patrimonio storico-culturale, determinando l’avvio di un processo di sviluppo locale fondato sul turismo archeologico e naturalistico. Le attività del Parco Archeologico saranno orientate principalmente a stimolare iniziative di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e storico, avvalendosi se necessario della collaborazione delle Università operanti sul territorio e migliorando i servizi offerti al pubblico. Le aree strategiche e l’impegno del Parco Archeologico-naturalistico saranno focalizzate sullo sviluppo delle seguenti linee di intervento:
• gestione e valorizzazione di siti archeologici e siti naturalistici connessi in rete;
• creazione di un Centro di Archeologia Sperimentale;
• realizzazione di Mostre permanenti;
• promozione di attività di didattica e formazione;
• sviluppo di attività di promozione e comunicazione;
• elaborazione di progetti editoriali;
• sviluppo di progetti di archeologia turistico-sociale.

Parco Archeologico Naturalistico ‘Ager Optimus’, domani firma del protocollo d’intenti

La Fondazione Neuromed è partner del Comune di Pozzilli nel progetto di realizzazione del Parco Archeologico Naturalistico “Ager Optimus”. Il Protocollo d’intenti verrà siglato lunedì 6 marzo, alle ore 17, presso il Comune di Pozzilli sito nella zona Industriale, insieme a tutti i soggetti promotori: l’Associazione Industriale del Molise, l’Associazione culturale “Gens Ivlia”, il Consorzio Industriale Isernia-Venafro, la Fondazione “Cappella Santa Maria delle Grazie”, il Comune di Conca Casale. L’iniziativa rientra nelle attività di valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia Molise, al fine di contribuire in modo significativo allo sviluppo di una nuova offerta integrata, altamente qualificata, di fruizione attiva del patrimonio storico-culturale, determinando l’avvio di un processo di sviluppo locale fondato sul turismo archeologico e naturalistico. Un progetto che è stato possibile disegnare grazie ai numerosi ritrovamenti archeologici nella Piana di Venafro che abbracciano diverse epoche, dalla preistoria al neolitico, passando per i Sanniti e i Romani, fino ai nostri giorni. “Già promotori e autorizzati a sostenere progetti storico-archeologici, riteniamo fondamentale mettere la nostra esperienza e le nostre risorse a disposizione della collettività per la valorizzazione del Parco Archeologico oggetto dell’iniziativa del Comune di Pozzilli, e quindi del territorio in cui viviamo e dove lavoriamo.” Così il Presidente della Fondazione Neuromed Mario Pietracupa. La Fondazione ha dato il supporto progettuale all’iniziativa che rientrerà, poi, nella rete di beni culturali, tra cui numerosi siti archeologici, presenti sul territorio dell’Alta Valle del Volturno. Le attività del Parco Archeologico saranno orientate principalmente a stimolare iniziative di ricerca e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e storico, avvalendosi se necessario della collaborazione delle Università operanti sul territorio e migliorando i servizi offerti al pubblico. Le aree strategiche e l’impegno del Parco Archeologico-naturalistico saranno focalizzate sullo sviluppo delle seguenti linee di intervento:
• gestione e valorizzazione di siti archeologici e siti naturalistici connessi in rete;
• creazione di un Centro di Archeologia Sperimentale;
• realizzazione di Mostre permanenti;
• promozione di attività di didattica e formazione;
• sviluppo di attività di promozione e comunicazione;
• elaborazione di progetti editoriali;
• sviluppo di progetti di archeologia turistico-sociale.

Lotta alle malattie rare: tavola rotonda Neuromed, Centri molisani, Unimol e Regione

Oltre alla conoscenza e ad una corretta informazione a tutti i livelli della società, la lotta alle Malattie Rare ha bisogno di sempre più iniziative volte al sostegno dei pazienti e delle loro famiglie, unitamente al sostegno alla ricerca. Sono diverse, infatti, le problematiche collegate alla gestione delle Malattie Rare. Si va dalla prescrizione dei farmaci, agli studi scientifici di base; dalla collaborazione tra i vari Centri dedicati, all’aggiornamento del registro regionale, ai test genetici. Al fine di affrontare tali aspetti e rafforzare la rete del Centri molisani dedicati alle Malattie Rare, ed a chiusura della settimana di attività sul tema, l’I.R.C.C.S. Neuromed promuove una tavola rotonda con i referenti dei Centri molisani, dell’Università e della Regione Molise. L’incontro si terrà venerdì 3 marzo, a partire dalle ore 12, presso la sala multimediale al IV Piano della sede Ospedaliera di Pozzilli e sarà moderato dal professor Stefano Ruggieri, Responsabile del Centro Malattie Rare, del Sistema Nervoso e degli organi di senso del Neuromed. I partecipanti saranno così suddivisi:

per l’IRCCS Neuromed:
• la dottoressa Rossella Bellopede, Direzione Sanitaria
• la dottoressa Alba Di Pardo e il dottor Vittorio Maglione del Laboratorio di Neurogenetica
• la dottoressa Francesca Elifani e la dottoressa Alexandra Brunetti del Centro Malattie Rare, del Sistema nervoso e degli organi di senso
• il dottor Marco Minicucci e la dottoressa Eliana Palermo, del Centro di Neuroftalmologia
• il dottor Stefano Gambardella e la dottoressa Stefania Zampatti, del Centro di Genetica Molecolare
• la professoressa Licia Iacoviello, Capo del Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Nutrizionale

per i Centri molisani Malattie Rare:
• la dottoressa Maria Lucia Di Nunzio e la dottoressa Tiziana Presutti del Centro Malattie Rare di Campobasso
• il dottor Antonio Covatta, Responsabile Reparto Oculistica dell’Ospedale ‘Vietri’ di Larino
• il dottor Pasquale Spagnuolo, responsabile U.O.C. Medicina Trasfusionale Ospedale ‘San Timoteo’ di Termoli

per l’Università:
• la professoressa Antonella Angiolillo, Professore aggregato Scienze Tecniche di Medicina di Laboratorio, Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute dell’Università degli Studi del Molise
• il professor Silvio Garofalo, Professore Associato di Genetica Medica, Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute dell’Università del Molise

per la Regione Molise:
• il dottor Ermanno Paolitto, Direzione Generale per la Salute Servizio Prevenzione della Regione Molise
• il dottor Michele Colitti, Servizio Prevenzione, Veterinaria e Sicurezza alimentare della Regione Molise.

Lotta alle Malattie Rare, scarsa conoscenza e ritardo diagnosi i problemi principali. Esperti Neuromed nelle scuole: ‘Coinvolgere ragazzi e famiglie’

Il 28 febbraio torna la Giornata Mondiale delle Malattie Rare. Un appuntamento importante, alla decima edizione, che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato che colpisce 300 milioni di persone in tutto il mondo. Sono oltre 7000, infatti, le patologie rare riconosciute a livello internazionale. Nonostante ciò risulta ancora scarsa la conoscenza del tema e dell’importanza della ricerca scientifica, la sola che può dare speranza a milioni di persone. Medici e ricercatori dell’I.R.C.C.S. Neuromed e della Fondazione Neuromed quest’anno saranno impegnati nella promozione di incontri dedicati alla divulgazione del messaggio alla base della Giornata delle Malattie Rare: Con la ricerca le possibilità sono infinite. “Sebbene apparentemente semplice, spiegare cosa vuol dire “Malattia Rara” è oggi una delle sfide della comunicazione scientifica – afferma Alba Di Pardo del Centro di Neurogenetica e Malattie Rare I.R.C.C.S. Neuromed. – Ciò che rende difficile la comprensione di questo concetto è la generale scarsa conoscenza dell’argomento. Le Malattie Rare rappresentano una priorità della salute pubblica e conoscerle è un dovere di tutti. Per questo, il Centro di Neurogenetica e Malattie Rare dell’Istituto Neuromed di Pozzilli, in occasione della giornata Mondiale delle Malattie Rare, ha deciso di lanciare una campagna di comunicazione mirata alla divulgazione nelle scuole. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani e fornire loro gli strumenti necessari a prendere consapevolezza che queste patologie non riguardano solo il paziente, ma anche le loro famiglie e la società nel suo complesso. Imparare a riconoscere una Malattia Rara e aiutare a rompere la condizione di isolamento e di disagio che i malati rari vivono quotidianamente è il vero cambiamento.” Gli esperti del Centro di Neurogenetica e Malattie Rare saranno a:

• Campobasso, presso il Liceo Scientifico A. Romita, Via Facchinetti, venerdì 24 febbraio, alle ore 11:00;
• San Bartolomeo in Galdo (BN), presso il Liceo Scientifico Enrico Medi, sabato 25 febbraio, alle ore 10:00;
• Termoli, presso l’Istituto Alberghiero IPSEOA Federico di Svevia, lunedì 27 febbraio, alle ore 10:00;
• Campobasso, presso I.I.S. S. Pertini – L. Montini – V. Cuoco, lunedì 27 febbraio, alle ore 10:00.

Il coinvolgimento sempre più attivo del paziente, che ricopre un ruolo fondamentale nello studio delle Malattie Rare, sta portando la ricerca e la medicina ad essere sempre più personalizzate. Il sentire del paziente arricchisce le conoscenze di clinici e ricercatori. “Questo è un aspetto estremamente importante – spiega il professor Stefano Ruggieri, del Centro Malattie Rare I.R.C.C.S. Neuromed – perché l’aiuto più grosso che può darci il paziente è che ci spieghi che cosa gli succede durante la giornata. Abbiamo bisogno di un dialogo costante per il controllo della terapia e la collaborazione serena del paziente. Questo per noi è fondamentale perché molte volte dobbiamo aggiungere delle terapie che riguardano aspetti psicologici, talvolta estremamente pesanti e coinvolgenti, che incidono sul miglioramento della patologia primaria. La ricerca sulle malattie rare – continua Ruggieri – rappresenta una sfida anche per tutte le altre patologie. Una sfida che, se vittoriosa, può farci compiere un passo in avanti di tutte le nostre conoscenze.” Proprio la conoscenza può aiutarci a combattere un altro problema legato alle malattie rare rappresentato dal ritardo della diagnosi. Si parla di una media di sei anni in età adulta e tre-cinque anni in età infantile. “La sensibilizzazione delle famiglie può aiutare a riconoscere possibili campanelli d’allarme e, se abbiamo la possibilità di intervenire, cercare dei marker che ci diano la certezza della diagnosi. Arrivare il prima possibile significa conoscerla meglio ed evitare errori.”

Sclerosi multipla e virus JC, Neuromed: ‘La plasmaferesi può peggiorare l’infezione’. Clamorosa scoperta dei ricercatori

Uno dei farmaci usati nella sclerosi multipla recidivante remittente, la forma più frequente, è il Natalizumab, un anticorpo monoclonale capace di diminuire la risposta immunitaria. In circa un caso su mille, però, i pazienti trattati con questa molecola, proprio a causa dell’abbassamento delle difese, sviluppano una grave infezione cerebrale, la leucoencefalopatia multifocale progressiva. Il trattamento più diffuso consiste nell’eliminare dal sangue il farmaco nel modo più veloce possibile, filtrandolo con la plasmaferesi. Ma ora una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con Università italiane e con gli Spedali Civili di Brescia, mostra come la plasmaferesi potrebbe non avere concreti effetti positivi. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Neurology, ha preso in esame 49 articoli scientifici internazionali contenenti i dati di 193 pazienti colpiti da leucoencefalopatia multifocale progressiva. A questi sono stati aggiunti 34 pazienti italiani, i cui dati clinici sono stati raccolti e resi disponibili da un gruppo di studio nazionale costituitosi a questo proposito. “Analizzando tutti i dati raccolti – dice il professor Diego Centonze, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia I e dell’Unità di Neuroriabilitazione del Neuromed – abbiamo potuto avere un quadro molto chiaro di come si è evoluta la situazione dei pazienti. La leucoencefalopatia multifocale progressiva, causata dal virus JC, presente in larga parte della popolazione e che diventa pericoloso solo di fronte a situazioni di depressione immunitaria, è una patologia gravissima, frequentemente mortale. L’idea alla base del trattamento di plasmaferesi è di eliminare dal sangue il farmaco, ripristinando rapidamente l’azione del sistema immunitario. Ma le nostre analisi hanno mostrato che questo intervento non si traduce in un reale beneficio del paziente, né dal punto di vista della mortalità, né da quello della disabilità futura. Al contrario, tale trattamento potrebbe peggiorare l’esito dell’infezione, favorendo una risposta infiammatoria esagerata nel cervello”. In altri termini, la rapida eliminazione del natalizumab dal sangue attraverso la plasmaferesi non dà benefici maggiori di quelli che si ottengono dalla semplice sospensione del farmaco. “Considerando i costi e i rischi associati alla plasmaferesi – continua Centonze – dobbiamo valutare con molta cautela il suo impiego in quei pazienti trattati con natalizumab che sviluppano questa complicanza. Ciò a cui ora dobbiamo puntare è una maggiore personalizzazione della terapia. I pazienti dovranno essere vagliati attentamente, caso per caso, prima di decidere come agire”.