L’onorevole Boccia vince il posto da docente all’Università del Molise. Ma spaccia per sua una pubblicazione plagiata

Il deputato Pd Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati e recentemente venuto in Molise, ospite ad un convegno all’Unimol, si è aggiudicato un posto da professore associato presso il Dipartimento giuridico dell’Università del Molise e per ottenere la cattedra avrebbe presentato, tra le altre, anche una pubblicazione plagiata. L’inchiesta è de ‘Il Fatto Quotidiano‘, che grazie alla legge per l’accesso alle informazioni della Pubblica amministrazione, nota come FOIA, approvata il 23 dicembre scorso, ha ottenuto l’accesso agli atti del concorso dell’Università del Molise. La procedura selettiva che riconosce al deputato un posto da professore in Economia aziendale è stata approvata dal rettore il 17 ottobre 2016. Agli atti del concorso la presunta pubblicazione copiata risulta tra le 12 allegate dal candidato e sottoposte alla commissione. Il testo in questione è The regulation of local public services between authority and market: United States and Tax increment financing. The case of Chicago, pubblicato nella collana LIUC Papers il 16 dicembre 2004. Il testo, uno dei tre in inglese presentati dal deputato, risulta composto dall’unione di interi brani contenuti in lavori scientifici altrui, che non compaiono tra le fonti. Si tratta della ricerca di Lori Healey e John F. McCormick, Urban Revitalization and Tax Increment Financing in Chicago, pubblicata su Government Finance Review nel dicembre 1999, e di alcune parti del capitolo di Rachel Weber Tax Increment Financing in Theory and Practice pubblicato nel 2003 nel volume Financing Economic Development in the 21st Century, curato da Sammis B. White e altri per l’editore newyorchese M. E. Sharpe. Cosa succede? Fa notare ancora il Fatto: le anomalie della pubblicazione sono emerse soltanto dopo la chiusura della selezione. A metà dicembre 2016 il testo, che fino ad allora figurava come opera originale anche sulla pagina web personale del deputato, subisce un improvviso declassamento a “consiglio di lettura”. Vengono realizzate due modifiche. Nella raccolta online dei LIUC Papers il file viene sostituito e sotto il titolo viene inserita la dicitura “letture consigliate”, con il riferimento ad una delle pubblicazioni ‘copiate’. Anche il curriculum online di Boccia viene modificato attraverso la sostituzione della voce “pubblicazioni” con la dicitura “pubblicazioni e consigli di lettura”. Con l’aiuto della onlus Diritto di sapere, che da anni si occupa di accesso civico e oggi supporta chiunque voglia presentare una richiesta di accesso agli atti della PA, i cronisti de ‘Il Fatto quotidiano’ hanno ottenuto l’elenco delle pubblicazioni presentate dai candidati, scoprendo che Boccia ha allegato anche quella oggetto della vicenda. Così rispondeva Boccia ad una intervista del giornale: “La lista l’ho mandata d’ufficio, non ho nemmeno controllato. […] Ci sono paper che sono letture consigliate e che non c’entrano nulla con i libri che sono il frutto di lavoro degli ultimi 20 anni. […] Escludo categoricamente che questa roba abbia potuto influire su qualsiasi valutazione che riguarda la mia persona. Tra l’altro le confermo che io ho fatto un trasferimento a Campobasso semplicemente per aiutare un’Università del sud a fare un po’ di attività scientifica sui temi sui quali io sono in aspettativa obbligatoria senza assegno”. Eppure evidenzia ancora il Fatto Quotidiano. Il concorso per il posto di professore universitario bandito dall’Università del Molise prevedeva come primo criterio per la valutazione delle pubblicazioni scientifiche “originalità, innovatività, rigore metodologico e rilevanza di ciascuna pubblicazione”. Anche il codice etico dell’Università degli Studi del Molise dice all’articolo 8 che “l’Università condanna ogni forma di plagio, con l’esplicito divieto di parziale o totale attribuzione a se stessi di parole, idee, ricerche o scoperte altrui, a prescindere dalla lingua in cui queste sono ufficialmente presentate o divulgate”.

(fonte ilfattoquotidiano.it)

“Faremo le nostre verifiche, (così il Rettore Palmieri in una nota inviata alla stampa)  ma da docente universitario non posso non riconoscere la caratura scientifica del collega Francesco Boccia, già professore associato da quindici anni, attestato da un curriculum di indubitabile spessore, in cui figurano significativi contributi scientifici ed esperienze universitarie anche in ambito internazionale di altissimo profilo”.

 

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