Servizio idrico, troppi emendamenti alla pdl: discussione in Consiglio slitta ancora. Sinistra Italiana e Prc insistono: ‘Costituire azienda speciale’

Il Consiglio regionale ha continuato il vaglio della proposta di legge di iniziativa della Giunta concernente “Disposizioni in materia di risorse idriche della Regione Molise”. L’esame della proposta era già iniziato nella seduta del 3 marzo scorso ma, su richiesta dei vari Consiglieri, era stato rinviato per avere prontezza, prima di esprimere le singole posizioni politiche a riguardo, di alcuni pareri tecnico-legislativi e della relazione tecnico-finanziaria. In apertura di seduta il provvedimento è stato illustrato all’Aula dal relatore, il Consigliere Ciocca. Ampio e articolato il dibattito generale che si è successivamente sviluppato sulla proposta di legge – che ha visto gli interventi dei Consiglieri Niro, Federico, Petraroia, Manzo, Iorio, Monaco, Lattanzio, Di Nunzio e dell’Assessore Nagni – che ha potuto tenere conto del parere dell’Ufficio Legislativo del Consiglio e della relazione tecnico-finanziaria messi a disposizione, come richiesto, di ogni componente dell’Assemblea. Considerato il numero elevato di emendamenti e sub emendamenti ai 18 articoli della Pdl, il Presidente Cotugno, nella serata di ieri, ha aggiornato il Consiglio al prossimo martedì per continuare e concludere l’iter del progetto di legge.

Pressione di Sinistra Italiana e Prc: ‘Costituire azienda speciale’. “Scorrendo gli emendamenti presentati alla proposta di legge n. 136/2016 e soffermandosi prioritariamente su quelli firmati dal Presidente della Giunta Regionale, Paolo di Laura Frattura, si accentuano le preoccupazioni sul rischio di affidamento tramite gara del servizio idrico integrato ad una società privata. Ad eccezione degli emendamenti protocollati da Sinistra Italiana e da altre forze politiche, non si fa alcun cenno alla costituzione di un’Azienda Speciale o società interamente pubblica controllata a maggioranza dai comuni per evitare il ricorso alla gara e affidare il servizio in modo diretto nel rispetto delle condizioni di legge”. Ad evidenziarlo i membro del comitato promotore di Sinistra Italiana Molise. “L’ipotesi dell’emendamento dell’intergruppo di impegnare la Regione Molise a predisporre entro 90 giorni una legge di modifica dell’Azienda Speciale Molise Acque per trasferire la maggioranza in capo ai comuni per consentire alla stessa Molise Acque di concorrere all’affidamento del servizio, rappresenta un buon orientamento che merita ogni sostegno ed apprezzamento, ma rischia di arenarsi nella complessità delle procedure di trasformazione di MOLISE ACQUE, nel mentre gli Organi dell’EGAM potrebbero procedere per legge ad espletare la gara ed aggiudicare la gestione dell’acqua ad una società privata. Non prevedere in modo netto l’obbligo della Regione Molise a costituire un’Azienda Speciale affidandone la maggioranza ai comuni per non incorrere nelle impugnative del Governo e prevedere esplicitamente la possibilità di non ricorrere alla gara, è un errore che va evitato. Sinistra Italiana ha assunto e presentato gli emendamenti inviati dal Forum dell’Acqua Pubblica, dal Comitato Acqua Bene Comune, da Libera contro le Mafie, Italia Nostra e dalla Rete dei Sindaci per l’Acqua Pubblica, e si batterà insieme alle altre forze politiche che vorranno mobilitarsi e schierarsi a tutela di un bene pubblico prezioso come l’acqua”. Anche Silvio Arcolesse, segretario del Partito di Rifondazione Comunista, muove nella stessa direzione. “Nell’impianto della proposta di legge elaborata dalla giunta si predispongono meccanismi attraverso i quali pervenire alla gestione privata del servizio stesso, mediante la costituzione di un ente che abbia il compito esclusivo di indire una gara attraverso la quale individuare il soggetto, evidentemente privato, a cui affidare la gestione. Il Partito della Rifondazione Comunista del Molise ritiene che l’unico modo per affermare la natura di bene comune non mercificabile dell’acqua risieda nella costituzione di una azienda speciale interamente pubblica alla quale affidare direttamente la gestione del servizio. Il PRC del Molise, nel ricordare che l’ampio pronunciamento a favore dell’acqua pubblica che si ebbe nel referendum del giugno 2011 è stato in questi anni ripetutamente disatteso e contraddetto, peraltro in spregio della Costituzione, da provvedimenti assunti dai vari governi, tecnici e di “centrosinistra”, fa appello a quanti allora in Molise si impegnarono in quella battaglia (forum, associazioni, sindaci, singoli cittadini) per una mobilitazione che vigili sull’operato della Regione e impedisca che anche da noi l’acqua diventi oggetto di speculazione e di profitto”.

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